Vally “AIUTO! C’E’ NESSUNO?”

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“Maledizione! Sono ancora sveglia!” dico a voce alta alle 04:06 del mattino, mentre i miei occhi sono ancora spalancati nel buio nemmeno quelli di un gufo reale. Trascorro le ore notturne rigirandomi fra le lenzuola come un animale selvaggio sbattuto in gabbia, l’ oscurità amplifica la mia paura, i pensieri vorticano fra un orecchio e l’ altro come falene ubriacate dalla luce di una lanterna e non trovo pace se non uccidendomi di sonniferi. Notte e morte hanno un suono non troppo diverso, in fin dei conti. Per fortuna le mie giornate caotiche mi distraggono abbastanza da questi oscuri pensier ma dopo K il mio materasso si è trasformato in una sorta di graticola posta sopra una brace d’ ansia che mi cuoce inesorabilmente. Non è la morte in sé a spaventarmi, consapevole che abbandonare questo mondo non ucciderà nessuno dal dolore se non il mio cane; il mio grado di attaccamento alla maggior parte delle persone, ma soprattutto alle cose terrene è quasi prossimo allo zero assoluto. “Le cose ti appartengono, non devi appartenere alle cose” potrei dire che se mi reincarnassi in un biscotto della fortuna questo sarebbe il motto che leggereste sul mio bigliettino. E se la morte non è dunque il problema lo è certamente il cammino che compirò fino a lei.
Ho bisogno di confrontarmi.
Come cacchio vivono “quelli come me”, una volta avuta la notizia? Si sono sparati tutti?
Non ho mai incontrato nessuno che abbia affrontato il mio problema e, conoscendomi, sarebbe comunque per me difficile relazionarmi direttamente su questa mia personalissima tragedia.
Ho un dannato bisogno di sapere.
Apro il pc alla ricerca di forum di sostegno fra i pazienti, ma trovare quasi esclusivamente ad un primo giro storie orribili raccontate per giunta da familiari già in lutto, mi fa presagire che forse ho una visione fin troppo ottimistica della malattia.
Possibile che nessun malato VIVO stia scrivendo che ce l’abbia fatta…almeno per un pò?
Poi all’ improvviso, Google mi fa un dono.
Le parole di Mary, autrice di un blog “ Mary dall’ altra parte” che narra il suo essersi ritrovata, dopo tanti anni dal primo melanoma, con una malattia già sparpagliata per il corpo. Leggo i suoi scritti, tutti, spesso dovendo interrompere per il tracimare delle lacrime dagli occhi. Lei è lì, viva, mamma, moglie, infermiera, bellissima nella sua forza di vivere che è la sua guida, e mi parla in questa difficile notte (e in tante altre a seguire).
E poi, come le briciole di Pollicino… trovo due associazioni, Melavivo ed Apaim, scovando finalmente altri “vivi”. Vivissimi!
Inizio a confrontarmi virtualmente: i miei colleghi di malattia seppure virtuali, sono così vicini e dunque capaci di portarmi a maturare la consapevolezza che il modo di vivere senza sopravvivere, esiste veramente. In tutti questi anni sono stati i miei indispensabili gradini lungo la scala alla cui sommità ho accettato una nuova vita. Alcuni non ci sono più, purtroppo.
Se qualcuno mi avesse detto che, a distanza di tempo da quella triste notte, mi sarei trovata fisicamente gomito a gomito proprio con Mary, a presentare questo blog invitata dalla presidentessa di Melavivo alla loro reunion nazionale, gli avrei risposto “stai fantasticando”.
La realtà supera la fantasia.
Spesso e volentieri.

Dedicato a chi ha smesso di aprire gli occhi in questo mondo, per guardare un ben più prezioso Infinito, lasciandomi un insegnamento di amore e forza.
(Continua)

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