Vally “SESTO SENSO E MEZZO”

Vally “SESTO SENSO E MEZZO”

#DIN#“ …signore e signori, il comandante ha il piacere di annunciarvi che abbiamo iniziato la fase di atterraggio verso l’aeroporto di Fiumicino” #DIN-DIN#

Fuori dall’oblò il sole va a morire. In basso, il lago di Bracciano, già scuro. Dal momento in cui lo avvisto dall’aereo, ci vorranno circa settantacinque minuti per raggiungere la mia tana lacustre. É questo il momento più arduo del rientro a casa: è come quando stiri al massimo le tue dita verso l’oggetto dei desideri e ti manca quel fottuto millimetro perché sia tuo.

Vedo il lago perdersi all’ orizzonte, diventare parte di quell’ oscurità che tutto risucchia, mentre la mia “ corriera con le ali” si fionda in una coltre di nuvole, veloci e turbolente come i miei pensieri in questo interminabile venerdì.

Chiudo gli occhi, mi lascio respirare, ma ho dimenticato come si biosintetizzano le endorfine, avendo scappatoie farmacologiche (legali, sia chiaro!) ben più efficaci e rapide sempre sotto mano, pardon sotto lingua…

Domani vado da un altro dermatologo, il quarto della serie: ormai parte del mio PIL lo devolvo periodicamente ai giurati di Ippocrate, poiché dopo la mononucleosi, “quel” neo ( v. articolo il Dottorino) aveva impercettibilmente iniziato a modificarsi. Un sesto senso aveva fatto sì che diventasse un “sorvegliato speciale”, insospettita dal fatto che la metamorfosi fosse iniziata a seguito del crollo delle mie difese immunitarie.

Ho ancora nelle orecchie le parole del primo specialista consultato.

“Ma noooooo stia tranquilla!…Fossero tutte come lei: ha preso solo un pò di sole.. non facciamo nessuna altra indagine. A fra un anno.”

So che quando il mio sesto senso e mezzo si attiva, devo muovermi come un cane da caccia sulle tracce della preda.

Passa altro tempo. Altro consulto, altro medico, identica conclusione.

“Nulla di cui preoccuparsi, non si fissi…sono 180 euro ma ho terminato la marca da bollo, ce la mette lei? ” .

Al terzo consulto esco quasi con il suggerimento di vedere uno strizzacervelli.

“Meglio dallo psichiatra che dalle pompe funebri, no!?” Ho sempre amato uscire di scena con una battuta ironica.

Il giorno dopo, eccomi davanti ad un portone che ha ben poco da invidiare alla Porta Santa vaticana. Si spalanca automaticamente appena sfioro il citofono, e so che non uscirò da lì monda dei miei peccati, ma solo alleggerita nel conto in banca.

Una volta entrata nello studio, fra effluvi di autentica vaniglia selvaggia del Madagascar, mi viene incontro un essere soprannaturale, anello di congiunzione fra la segretaria perfetta ed una viamontenapoleonica fotomodella.

In confronto, io mi sento un sorcio purosangue.

Pregosiaccomodiilprofessorelaattendeperdiqua. Sinuosa come un felino su tacco dodici, mi conduce al cospetto del luminare, evaporando alle mie spalle.

La visita dura un numero di secondi proporzionali all’ onorario, allineandosi nelle conclusioni a tutte le precedenti.

Passano altri mesi, e “quel” neo, forse impaurito da tanta minacciosa attenzione nei suoi confronti, smette di modificarsi.

Vabbè! Falso allarme. Questione archiviata, il luminare e tutti gli altri avevano ragione.

Però…………

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